Il ritorno di Thomas Baffo (4)

Thomas bestemmiò secco in conigliese e si rivolse senza garbo a CAD “Caccia il codice putrido ammasso di bit”. Daccelo o ti stampiamo!” E impugnò la bomboletta. “Non ce l’ho io il codice” rispose in lacrime quello che era stato il terribile CAD. Sta in un ufficio del Ministero. Un urlo unanime si sollevò dalle fauci dei prodi deliofizzatori. “No il Ministero no!” Esclamò Identità. “Più facile penetrare negli inferi” soggiunse Leggerezza. Thomas bestemmiava tra sè. Il Ministero il luogo più pericoloso di Archinia, palude sconfinata che tutto ingurgitava senza nulla restituire. Regno di un passato ambiguo, fatto di edifici strutturati ad albero rovesciato alimentati a standard di descrizione. Popolato dalla specie pericolosissima dei funzionari al servizio dei dirigenti. Gente senza scrupoli a difesa ad oltranza di sè. Era un bel guaio. Chi custodiva il codice? Qualche santone dei piani alti con ogni probabilità oppure il Ministro stesso. Sua insignificanza, come lo chiamavano. L’impresa sembrava disperata. Ma non ci si poteva tirare indietro. Legarono ciò che restava di CAD (in tutto una ventina di pallosissimi articoli) ad un robusto manuale di gestione e si avviarono verso il loro destino. “Quelli del Ministero se ci acchiappano ci polpettizzano” notò soavemente Leggerezza. In effetti quelli del Ministero non amavano particolarmente l’eterodossia e tendevano un pò a vedere il mondo solo dal loro punto di vista o al massimo da quello di qualche amico e collega di comprovata fede ministeriale. I loro nemici erano presi e rinchiusi nelle cosidette gabbie di ctalogazione dove dovevano ripetere la setssa descrizione archivistica per tutto il tempo della pena. Non tutti sopravvivevano. Altri erano condannati al protocollo a vita e molti erano i suicidi.

Il problema per i nostri era come penetrare nelle vaste paludi e soprattutto come salire fino alle residenze dei guru, menti elette che amministravano l’archivistica. Naturalemnte senza contraddittorio. Atterraron a prudente distanza dall’area tabù e parcheggiarono i regesti in un archivio di deposito piuttosto losco. A quel punto Thomas ebbe l’illuminazione “Scaleremo un sistema informativo” disse raggiante ai compagni “Entreremo da SIUSA”. “Ma tu sei pazzo! Le carote ti danno alla testa” lo interruppe subito Identità. “Sai cosa vuol dire avventurarsi dentro SIUSA? Milioni di record, inganni tematici e poi la foresta degli alberi rovesciati è invalicabile! “Beh se è per questo io un’idea ce l’avrei disse leggerezza”…. “Potremmo chiedere alle Ontologie, ninfe gentili di destrutturare la foresta nel sogno e nel segno di RIC, rivale di ISAD e del profeta ISDIAH” “Fico” disse Thomas “E dove vivono queste ontologie che io sono un coniglio all’antica e sono rimasto al metodo storico?”

“Le Ontologie sono creature dei sogni, reti sottili disignificati che devono essere evocate”.

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