Sono leggermente sudato, sarà il caldo o la fatica per la salita che dall’albergo mi porta all’università…? NO: è solo ansia, vado a dare l’esame di Scienza Politica e non ricordo più nulla! Eppure ho studiato, anche ieri sera!
Perché a 70 anni sto affrontando tutto questo?
Mi pare di tornare indietro di 50 anni quando praticavo l’alpinismo. Mentre spiccozzavo dietro la guida, mi chiedevo quasi ad ogni gradino come mai sopportavo tutta quella fatica. Non sono mai riuscito a scoprirlo veramente, anche se dopo aver scalato la Thurwieser, nel rifugio, davanti alla tazza di brodo caldo, la Guida che mi aveva accompagnato, interrogato da un collega circa le mie capacità rispose a bassa voce, perché io non sentissi : “nianca mal”. Niente male. Grande la mia soddisfazione , simile a quella che ho avuto al termine dell’esame di Scienza Politica quando il Professore mi ha proposto 28.
Forse con la mia frequentazione all’università sto dando una ragione concreta alle mie letture e aggiungo molto al mio livello di esperienza accumulato in tanti anni di lavoro. Si, è anche un modo per dare una spiegazione teorica alle decisioni che praticamente applico in azienda. Certo, sarebbe stato ancora più utile 40 anni fa, quando avevo iniziato a consolidare la mia posizione di lavoro, se avessi preso le mie decisioni contando non solo sull’istinto ed il buon senso, ma anche su una base culturale più vasta.
Non è stato così ma, visto i mezzi che all’epoca avevo a disposizione, non esisteva certo l’Università di Stato a distanza che trasmette video lezioni e che mette a fianco degli studenti eccezionali tutors ,non me ne rammarico più di tanto.
A questo punto, se io posso essere un piccolo esempio per i giovani lavoratori, ne sono davvero contento.
Vorrei inoltre dimostrare e questo soprattutto ai miei figli che i talenti che il Signore ci ha affidato, pochi o tanti che siano, vanno investiti con determinazione non preoccupandosi più di tanto delle difficoltà, scalino dopo scalino, per avere dalla Guida una volta raggiunta la vetta il commento “nianca mal”.
Sandro De Bernardis

Ti ammiro, e seguo anche io il tuo pensiero perchè ho 40 anni e sono a metà del percorso con tutti gli sforzi e difficoltà che ne derivano. Ma gradino dopo gradino arriverò in vetta! Vorrei solo essere un esempio per le mie figlie e vorrei che non facessero i miei stessi errori ma si sa che ognuno deve fare le proprie esperienze di vita e ciò che dicono i genitori, giusto o sbagliato che sia, non è mai visto come un consiglio ma piuttosto come una interferenza. E’ la vita!
Caro Sandro ti ammiro anch’io e non puoi immaginare quanto ammiri me stesso,Ho 34 anni, un duro lavoro con orari molto impegnativi e che mi porta via gran parte del tempo durante la settimana.Nonostante ciò ho deciso di riprendere gli studi e mi trovo al secondo anno di questo percorso con tutti i sacrifici che ne comporta, privandomi del tempo libero che avrei potuto utilizzare per qualche attività di svago e che invece con soddisfazione utilizzo per portare avanti gli studi e anche per frequentare lezioni.Tutto è bellissimo e la soddisfazione che si prova superando ogni esame ti ripaga di tutti i sacrifici fatti!!Unica nota stonata, se così si può dire è l’atteggiamento a volte di alcuni docenti(pochi per fortuna) che ti guardano come un extraterrestre, facendoti pesare il fatto che “esiste un tempo per studiare” considerando il tuo tempo oramai passato e atteggiandosi con saccenza nei tuoi confronti.Nessuno chiede un trattamento privilegiato ma un trattamento pari a quello di uno studente di 20 anni.Esiste davvero un tempo per studiare?Tu Sandro sei la dimostrazione che davvero non esiste, ma certamente non esiste un tempo per arricchire il proprio bagaglio culturale, perchè l’apprendimento e la cultura non hanno tempo nè età.Io voglio arrivare fino in fondo e ci arriverò!!
Hai tutta la mia ammirazione.
Io ho 20 anni e da quando ho finito le superiori desidererei iscrivermi all’Università ma i miei genitori non hanno mai visto di buon occhio questa scelta e così dopo due anni passati a fare un lavoro che non sopporto in un ambiente pesante come una palla di ferro legata ad una gamba, mi trovo a desiderare fortemente di lasciare tutto per poter avere quell’opportunità in più, per la mia cultura, per me stessa…Ma ho paura di deludere i miei genitori, di non avere la forza di impegnarmi come si deve, di non raggiungere dei risultati, di non trovare mai più un altro lavoro…
Insomma sono assillata dalle paura. Mi piacerebbe avere un suo parere. So che si starà domandando cosa pensa di ottenere una ragazzina da un sito a raccontando tutta la sua storia personale ma una persona che ha dimostrato il suo coraggio non potrà che darmi uno spunto, positivo o negativo che sia, per riflettere.
Grazie mille.