contesto

Affacciato sulla Val del Sarca sin dall’XI secolo, costeggiato dagli ulivi che accompagnano il visitatore nella passeggiata che conduce al maniero, il castello lega  il suo nome ai conti d’Arco, i quali, tra il XII e XIII secolo, rimaneggiarono le fondamenta della precedente costruzione ampliandone le dimensioni e costruendo la torre quadrangolare, simbolo identificativo del complesso architettonico di cui oggi rimane l’imponente facciata. Le vicissitudini che attraversarono la regione in epoca medievale non risparmiarono le mura perimetrali del castello la cui proprietà passò di mano in mano: dall’amministrazione di Mainardo II ai principi vescovi di Trento, fino a che non ritornò in possesso di Nicolò d’Arco nominato capitano del paese e delle valli Giudicarie.
I restauri del 1986 hanno riportato alla luce la “Sala degli affreschi”, seppellita dalle macerie nel 1703, anno in cui il generale francese Vendôme fece minare il castello a seguito del fallimento  della campagna di conquista del Tirolo.