contesto

Nel corso del XV secolo Coredo fu capoluogo della Val di Non. In quel periodo il centro rivestiva un ruolo molto importante nell’amministrazione del territorio e della giustizia, al punto che intorno al 1460 il principe vescovo Giorgio II di Hack fece erigere un Palazzo come sede giurisdizionale.
L’edificio assunse il nome di “Palazzo Nero” a causa di un incendio divampato nel contesto della rivolta rurale del 1477 che ne scurì le mura, e sul quale si hanno riscontri documentari grazie alla pergamena Istruzioni sulle quali devono essere sentiti i testimoni contro gli arresti della valle di Non, conservata presso l’archivio arcivescovile di Trento.
Molti furono i processi svolti a Palazzo Nero, in particolare si ricorda quello alle streghe tenutosi tra il 1611 e il 1615. La controriforma portò anche in Val di Non alla costruzione di un tribunale di Inquisizione che si occupasse di inchieste relative le pratiche demoniache.
Oggi Palazzo Nero è di propietà privata; al secondo piano si possono ammirare una serie di affreschi a tema profano all’interno di quella che è stata ribattezzata “Sala del Giudizio”,  la stanza ovvero in cui si amministrava la giustizia.